Poco tempo fa Travaglio ha descritto la strategia del governo Berlusconi prendendo a modello quella del racket, dove si parte con una minaccia estremamente grave (bruciare il negozio, distruggere la macchina, uccidere) per poi ottenere, in cambio della rinuncia a procedere, un compenso 'minore', il pizzo, appunto. In modo simile la strategia di Berlusconi ha 'minacciato' la blocca-processi per poi ottenere il 'lodo' Alfano.
Non mi piace indugiare nel complottivismo eccessivo e prevenuto, però val la pena di sottolinerare che nel caso Pecorella-Frigo, sembra ripetersi lo stesso pattern. Si minaccia un'elezione improbabile (quella di Pecorella a giudice dell corte costituzionale) e poi si elegge un personaggio che non mi arrigo il diritto di giudicare - non lo conosco, so che ha sostenuto un'iniziativa radicale e in almeno un caso esplicito i giudici di mani pulite, e quindi merità una cautela maggiore prima di includerlo nella categoria dei soliti noti - ma che però, innegabilmente, è stato avvocato dell'onnipresente Previti. La corte costituzionale è ovviamente una posizione chiave nello scacchiere, mai come oggi, visto che è attesa a giudicare la costituzionalità del 'lodo' Alfano. Il dubbio legittimo è che Frigo sia stato posizionato strategicamente dal Cavaliere per prevenirsi contro pericolose sorprese.
Sembra si stia configurando uno shema di azione governativa 'usuraia', una nuova modalità di contrattazione politica che trova Berlusconi particolarmente favorito. La sua estrema vicinanza con persone dai passati politici e penali piuttosto dubbi fa si che per lui possa essere molto semplice il ricorrere a ricatti che, seppur politicamente irricevibili, dall'altra parte conservano una logica, nel contesto Berlusconiano, che gli permette di non essere subito inquadrati come mere provocazioni. Questo è un dettaglio non secondario della strategia usuraia, e la rende ancor più pericolosa se pensiamo alla debolezza del PD, che non gli permette certo, una volta incassato e rimandato indietro il primo assalto ricattatorio di Berlusconi, di sostenerne un secondo a breve distanza. Stordito, il PD ha accettato il 'lodo' e adesso Frigo. Sarebbe interessante vedere fino a che punto questa strategia Berlusconiana si sia ripetuta nella presente ed in passate legislature.
Michel Foucault, Iran, quand la terre tremble: Reportage 1978-1979 – eds.
Fabienne Brion, Julien Cavagnis, Sajjad Lohi and Chowra Makarem –
Gallimard, September 2026
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I previously shared news of three Foucault books being published by
Gallimard to coincide with his 100th birthday one of which was Iran, quand
la terre tre...
10 hours ago
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