Wednesday, 28 January 2009

Too much love could be dangerous

Missile strikes in Pakistan will continue

WASHINGTON: The United States will continue to carry out missile strikes against al Qaeda militants in Pakistan, Defense Secretary Robert Gates said on Tuesday.Pakistani officials have complained publicly about the attacks from unmanned US aircraft in tribal areas, saying they are a violation of sovereignty and increase resentment towards both Pakistan's government and the United States.

Press has been quite quiet about that, let's say mute.

Is this a new risky pattern, one in which the new US president is so loved and praised by worldwide press that his 'continuities' with the past are conveniently erased from global agenda?

Saturday, 24 January 2009

Serra b. Fertilio

Dario Fertilio:

Anno nuovo, ideologia nuova. L' editore romano Armando, noto per aver coraggiosamente pubblicato nel ' 73-74 La società aperta e i suoi nemici di Karl Popper, un classico del pensiero liberale che allora sfidò l' egemonia italo-gramsciana, ora apre la nuova stagione con due studi su Marx ed Engels di Mario Alighiero Manacorda. Dunque, da Dario Antiseri (il filosofo liberale che allora curò Popper) al gramsciano e marxista Manacorda: un bel salto acrobatico. Risalgono a più di quarant' anni fa gli scritti in questione che Manacorda adesso presenta ai lettori come un opportuno «ritorno a Marx», mentre «il mondo sta sperimentando l' esasperazione del sistema capitalistico di appropriazione privata dei beni comuni». In copertina si esalta anche l' educazione come «superamento della mercificazione e dell' alienazione dell' essere umano in vista di uno sviluppo completo delle sue qualità fisiche e intellettuali», verosimilmente in una società pianificata dall' alto. Così la parabola è completa: dal profeta della società aperta a quello dello Stato padrone.

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Michele Serra:

Molto deluso dalla ripubblicazione di due stagionati studi marxiani da parte di un editore "liberale", Dario Fertilio sul Corriere della sera trae dall' introduzione di Mario Alighiero Manacorda due brevi passaggi che evidentemente gli devono essere apparsi particolarmente biasimevoli. Nel primo si denuncia "l' esasperata appropriazione privata di beni comuni"; nel secondo si elogia "l' educazione come superamento della mercificazione e dell' alienazione". Vedi come il mondo è vario: entrambe le frasi, che Fertilio produce come prova a carico, a me paiono inattaccabili. Che l' appropriazione privata di beni comuni (uno per tutti: l' acqua) sia uno degli effetti più iniqui del capitalismo; e che l' educazione - il senso critico, la cultura, il ragionare su sé e gli altri - sia forse il solo antidoto alla mercificazione brutale di uomini e natura, sono enunciazioni molto condivisibili, e senz' altro pubblicabili perfino da un editore "liberale". Fertilio constata che questi e altri aurei concetti hanno generato società "pianificate dall' alto". Non risulta, però, che la rapina (a volte a mano armata) delle risorse naturali, o l' instupidimento pubblicitario delle masse consumatrici, siano pianificati dal basso. In genere sono pianificati negli ultimi piani dei grattacieli. Oggi, non ieri.

Thursday, 15 January 2009

Bilanciare

Al Tg3 ieri, mentre venivano narrate nel dettaglio le gloriose giornate in cui il governo cerca di far passare il concetto di 'tassa sul pemesso di soggiorno', il commentatore ha detto, apparentemente senza accorgersi della singolarità della propria affermazione, che ciò che in tali febbrili dibattiti si cercava di trovare era una soluzione che fosse in grado di bilanciare, trovare un compromesso, tra i diritti degli immigrati e le aspettative degli Italiani.

Non credo di correre alcun rischio di scivolare nel moralismo, nel notare che i diritti di chicchessia non posso essere bilanciati, compromessi o qualsiasi altra inciucica parola vogliate trovare. Casomai sono le aspettative di immigrati e di Italiani che si deve tentar di far convergere, no?

Monday, 24 November 2008

Consumare Consumare Consumare

L'ingiunzione a consumare, a non cambiare di una virgola le nostre abitudini (occhiale da sole a 200 euro, macchina ultimo modello, maglietta firmata e via dicendo) che il Presidente Berlusconi ha ribadito ieri è quanto di più pericoloso e lontano dalla realtà un Presidente possa consigliare.

Nella sua ansia di denigrare il famigerato pessimismo della sinistra, Berlusconi sveste la maschera politica e ritorna il capo d'azienda che esorta i suoi consumatori a comprare, comprare, comprare, non rinunciare certo a tutti i vizi e stravizi, rischiare di non svalicare la terza settimana ma sempre con un giubbotto carhart tirato a lucido, non arrivare a fine mese ma con stile insomma.

Troppo forse è già stato scritto sulla società dei consumi ecc. Non si voglia certo pretendere di inneggiare all'austerity. Però c'è crisi, è chiaro, ed al tenpo stesso c'è ormai da troppo tempo un consumismo compulsivo che spinge migliaia di individui ad indebitarsi per la bella macchina, l'occhiale o la felpa, la lampada abbronzante e l'estetista e cosi via. Il panorama di una città italiana arrivando dall'estero appare in tutta la sua superficialità patinata. L'impressione è quella di ricchezza e spreco, che però è solo facciata, maschera che copre una realtà di disagio incalzante.

Un presidente serio avrebbe dovuto cogliere l'occasione di consigliare di non cedere al panico, continuare a consumare ma al tempo stesso ri-orientare i propri stili di vita evitando lo sperpero edonistico che ci ha reso una delle nazionalità più facilmente riconoscibili all'estero, burattini della pseudo-moda prodotti in serie che emergono da ogni folla europea.

Consumare, ma con criterio. Non panico certo, neanche mantenere la stessa abitudine autodistruttiva. Un presidente serio non lo abbiamo però

Sunday, 2 November 2008

Forza Kazakhstan (fino a che punto...)

Since its 1991 independence from the Soviet monolith ... Kazakhstan has witnessed serious human rights abuses and the denial of fundamental freedoms. Under the reign of Nursultan Nazarbayev, attacks on the political opposition and independent media have become routine. Arbitrary arrests, detentions, torture and extrajudicial killings have been a feature of Nazarbayev’s regime.

Queste poche righe, provenienti dal sito dell'IHRC, offrono un'immagine nitida di Nursultan Nazarbayev, il dittatore (come ad esempio BBC e Independent lo appellano apertamente) che governa paternilisticamente il Kazakhstan da 17 anni e che ha appena fatto approvare una legge che gli conferisce la possibilità di correre per le prossime elezioni del 2012, e per le successive, fino a che lo voglia, forte del suo consenso assoluto e sigillato da un controllo esteso dei mezzi di informazione e dalle continue intimidazioni contro la sparuta opposzione.

Nazarbayev ha una ricchezza sconfinata principalmente basata sugli enormi giacimenti petroliferi Kazaki, possiede numerose imprese, ha connessioni importanti con vari oligarchi delle ex blocco sovietico. Lui stesso è definito da un rapporto delle Nazioni Unite l'ultimo oligarca dell'Asia centrale post-sovietica. A capo di una "self-styled 'Asian democracy' in which political parties are tightly controlled"(Independent), non si è certo esentato dal posizionare tutta la sua discendenza in posizioni di rilievo.

La sua cognata Svetlana, ad esempio, è a capo della compagnia che stampa i principali giornali d'opposizione al regime. Il governo ha la possibilità di controllare le edizioni prima che vadano in stampa, per poi decidere, come ad esempio accadde nel Dicembre 2005 , di bloccarne la stampa.

Intimidazioni ed attacchi a stampa ed opposizione hanno spinto numerosi soggetti politici al silenzio o all'esilio. Torture e detenzione illegale sono pratiche ampiamente diffuse nel paese, per stessa ammissione del governo che però sembra declinare la responsabilità sui singoli "torturatori". Comunque, nessuna misura per affrontare il problema sembra sia stata messa in opera.

Il Kazakhstan è stato posizionato tra i primi venti stati più corrotti del mondo da Transparency International. Nelle recenti elezioni del 2007 un incredibile 91% dei voti sono andati a suo favore, dandogli di fatto la possibilità di attuare le modifiche costituzionali di cui sopra. In queste elezioni l'OSCE ha denunciato un vasto controllo del partito dominante sull'informazione e un evidente pregiudizio nella copertura mediatica, ed una 'scarsa trasparenza' in almeno il 40% degli uffici elettorali monitorati (independent)



Fonte (AGI)"Andate tutti in vacanza in Kazakhstan: li' c'e' un signore che e' mio amico, non a caso ha il 91% dei voti e ha fatto cose straordinarie". Lo ha affermato, durante il suo intervento alla Confcommercio, Silvio Berlusconi raccontando la sua visita ad Astana, di ritorno dalla Cina

Wednesday, 29 October 2008

Incoerenza in centimetri

Perchè i giornali Italiani, che pur nelle loro pagine, per penna dei giornalisti stessi, denunciano i "media" cosi pronti a strumentalizzare la protesta studentesca in scontro tra fazioni avverse - perchè, dico, nonostante ciò continuano appunto a strumentalizzare? Repubblica, Corriere della Sera, Stampa. Non sono, non dovrebbero essere giornali in grado di analizzare la realtà, imprimervi un'impronta d'opinione, e non farsi da essa trascinare come l'ultimo dei tabloid?

Non è assurdo, paradossale ed ipocrita che, mentre l'editoriale di un giornale denuncia una strumentalizzazione mediatica, qualche centimentro più in là, nello stesso giornale, titoloni richiamano risse e tumulti, perdendo di vista il senso degli eventi, gettando (vogliamo sperare involontariamente) polvere negli occhi di un'opinione pubblica che ormai a stento può esser definita tale?

Mi tranquillizzo però alla vista dei telegiornali. Li, coerentemente, si strumentalizza senza spazio alcuno per riflessività...

Thursday, 23 October 2008

Strategia d'usura

Poco tempo fa Travaglio ha descritto la strategia del governo Berlusconi prendendo a modello quella del racket, dove si parte con una minaccia estremamente grave (bruciare il negozio, distruggere la macchina, uccidere) per poi ottenere, in cambio della rinuncia a procedere, un compenso 'minore', il pizzo, appunto. In modo simile la strategia di Berlusconi ha 'minacciato' la blocca-processi per poi ottenere il 'lodo' Alfano.

Non mi piace indugiare nel complottivismo eccessivo e prevenuto, però val la pena di sottolinerare che nel caso Pecorella-Frigo, sembra ripetersi lo stesso pattern. Si minaccia un'elezione improbabile (quella di Pecorella a giudice dell corte costituzionale) e poi si elegge un personaggio che non mi arrigo il diritto di giudicare - non lo conosco, so che ha sostenuto un'iniziativa radicale e in almeno un caso esplicito i giudici di mani pulite, e quindi merità una cautela maggiore prima di includerlo nella categoria dei soliti noti - ma che però, innegabilmente, è stato avvocato dell'onnipresente Previti. La corte costituzionale è ovviamente una posizione chiave nello scacchiere, mai come oggi, visto che è attesa a giudicare la costituzionalità del 'lodo' Alfano. Il dubbio legittimo è che Frigo sia stato posizionato strategicamente dal Cavaliere per prevenirsi contro pericolose sorprese.

Sembra si stia configurando uno shema di azione governativa 'usuraia', una nuova modalità di contrattazione politica che trova Berlusconi particolarmente favorito. La sua estrema vicinanza con persone dai passati politici e penali piuttosto dubbi fa si che per lui possa essere molto semplice il ricorrere a ricatti che, seppur politicamente irricevibili, dall'altra parte conservano una logica, nel contesto Berlusconiano, che gli permette di non essere subito inquadrati come mere provocazioni. Questo è un dettaglio non secondario della strategia usuraia, e la rende ancor più pericolosa se pensiamo alla debolezza del PD, che non gli permette certo, una volta incassato e rimandato indietro il primo assalto ricattatorio di Berlusconi, di sostenerne un secondo a breve distanza. Stordito, il PD ha accettato il 'lodo' e adesso Frigo. Sarebbe interessante vedere fino a che punto questa strategia Berlusconiana si sia ripetuta nella presente ed in passate legislature.